La cirrosi biliare primitiva è una malattia che interessa in oltre il 90 per cento dei casi le donne. Oltre all’elevazione dell’ALT si osserva, in modo caratteristico, l’elevazione della fosfatasi alcalina e della gamma-GT. Le pazienti si lamentano spesso del prurito e della secchezza degli occhi e della bocca (sindrome sicca).
Diagnosi di primo livello
AMA, ANA e immunoglobuline (IIIB). Utile il dosaggio di glicemia, colesterolo-HDL, trigliceridi e la valutazione generale con emocromo, creatinina, bilirubina, gamma-GT, fosfatasi alcalina, proteine totali ed elettroforesi proteica, INR ed ecografia dell’addome superiore.
In queste pazienti, come indicato, predomina un pattern enzimatico di colestasi con elevazione della fosfatasi alcalina e della gamma-GT. Le immunoglobuline IgM sono elvate.
Gli anticorpi anti-mitocondrio (AMA) consentono di confermare la diagnosi con una sensibilità del 95 per cento e una specificità del 98 per cento. La positività degli ANA è più frequente nelle pazienti con negatività di AMA (71 per cento) rispetto a quelle con positività (31 per cento).
Raccomandazioni pratiche
L’esercizio fisico può essere utile per prevenire l’osteoporosi. È importante moderare l’uso dell’alcol che può peggiorare l’epatopatia. È importante la cura della pelle che, a causa del prurito e del grattamento, può danneggiarsi. Può essere necessario l’uso di lacrime artificiali per la secchezza congiuntivale.
Terapia
Le pazienti possono essere trattate con acido ursodesossicolico. I farmaci immunosoppressori non si sono dimostrati efficaci. Per il prurito, frequente in questi casi, può essere utilizzata la colestiramina e il colestipol. Per l’osteoporosi, che spesso complica la malattia, può essere somministrato calcio e vitamina D. Può essere necessaria anche la periodica somministrazione di vitamine liposolubili delle quali è compromesso l’assorbimento (vitamine K, A, E). La cirrosi biliare primitiva, nelle fasi avanzate della malattia, può essere trattata con il trapianto di fegato.
Ulteriori approfondimenti diagnostici
La biopsia epatica può fornire la conferma alla diagnosi e definire lo stadio istologico.
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