Non esistono studi scientifici che abbiano mai dimostrato se sia più efficace che il medico di medicina generale affronti il paziente con transaminasi elevate con una diagnostica di primo livello o deleghi il problema, da subito, allo specialista epatologo. Esiste comunque consenso sul fatto che, vista anche la numerosità dei pazienti con transaminasi elevate, sia indispensabile ed economico un approccio di primo livello che trova nel medico di medicina generale le competenze necessarie. Un simile approccio di primo livello potrà orientare la diagnosi nell’85 per cento dei casi. Le indagini di primo livello dovranno essere scelte in base alle evidenze e seguendo linee-guida condivise.
Dovranno comunque essere inviati allo specialista i pazienti nei quali non è stata posta una diagnosi utilizzando i primi test o, in caso di test negativi, permanga il dubbio di una malattia non diagnosticata. Saranno affidati allo specialista anche i pazienti che, posta la diagnosi, dovranno affrontare trattamenti specifici.
Sulla base delle esperienze condotte negli ultimi vent’anni e dall’analisi della letteratura emerge l’approccio diagnostico all’elevazione delle transaminasi e alle malattie del fegato impiegato nell’U.O. di Gastroenterologia dell'ospedale di Forlì.
Nella formulazione delle raccomandazioni si è fatto riferimento a vari documenti. Fra questi citiamo la Consensus conference italiana elaborata per il Piano nazionale delle linee guida e successivamente aggiornata e pubblicata. Il documento è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Istituto superiore di sanità con numerosi esperti e con i rappresentanti dell’Associazione italiana per lo studio del fegato, della Società italiana di gastroenterologia, della Società italiana di medicina generale, della Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia e della Federazione italiana delle malattie dell’apparato digerente.
Abbiamo fatto riferimento anche alle linee-guida prodotte dall’American gastroenterological association e al documento pubblicato dalla National accademy of clinical biochemistry. Documento che è stato elaborato anche con la collaborazione dell’American association for the study of liver disease.
Infine, alcuni dati relativi alla sensibilità e alla specificità dei test di laboratorio sono stati tratti, o confrontati, con quelli indicati nel Repertorio dell’efficienza diagnostica degli esami di laboratorio e degli altri esami diagnostici.
Dovranno comunque essere inviati allo specialista i pazienti nei quali non è stata posta una diagnosi utilizzando i primi test o, in caso di test negativi, permanga il dubbio di una malattia non diagnosticata. Saranno affidati allo specialista anche i pazienti che, posta la diagnosi, dovranno affrontare trattamenti specifici.
Sulla base delle esperienze condotte negli ultimi vent’anni e dall’analisi della letteratura emerge l’approccio diagnostico all’elevazione delle transaminasi e alle malattie del fegato impiegato nell’U.O. di Gastroenterologia dell'ospedale di Forlì.
Nella formulazione delle raccomandazioni si è fatto riferimento a vari documenti. Fra questi citiamo la Consensus conference italiana elaborata per il Piano nazionale delle linee guida e successivamente aggiornata e pubblicata. Il documento è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Istituto superiore di sanità con numerosi esperti e con i rappresentanti dell’Associazione italiana per lo studio del fegato, della Società italiana di gastroenterologia, della Società italiana di medicina generale, della Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia e della Federazione italiana delle malattie dell’apparato digerente.
Abbiamo fatto riferimento anche alle linee-guida prodotte dall’American gastroenterological association e al documento pubblicato dalla National accademy of clinical biochemistry. Documento che è stato elaborato anche con la collaborazione dell’American association for the study of liver disease.
Infine, alcuni dati relativi alla sensibilità e alla specificità dei test di laboratorio sono stati tratti, o confrontati, con quelli indicati nel Repertorio dell’efficienza diagnostica degli esami di laboratorio e degli altri esami diagnostici.
Figura - Approccio all’elevazione delle transaminasi (v.m.n. valore massimo normale, POS. positivo, NEG. negativo, P.S. Pronto soccorso). Clicca sull'immagine per ingrandirla

Bibliografia:
Ricca Rosellini S. Transaminasi e malattie del fegato. Merqurio Editore, Napoli, 2009.
Piano Nazionale delle Linee Guida n.12. Gestione delle ipertransaminasemie croniche asintomatiche non virus, non alcol correlate. Suggerimenti sull’iter diagnostico e il monitoraggio. Istituto Superiore di Sanità. Roma, 30 giugno 2005.
Data di pubblicazione: dicembre 2006.
Morisco F, Pagliaro L, Caporaso N et al. Consensus recommendations for managing asymptomatic persistent non-virus non-alcohol related elevation of aminotransferase levels: suggestions for diagnostic procedures and monitoring. Dig Liver Dis 2008; 40(7): 585-598.
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Dufour DR, Lott JA, Nolte FS et al. Diagnosis and monitoring of hepatic injury. II. Recommendations for use of laboratory tests in screening, diagnosis, and monitoring. Clin Chem 2000; 46(12): 2050-2068.
Dorizzi RM, Giavarina D. Repertorio dell'efficienza diagnostica degli esami di laboratorio e degli altri esami diagnostici. Brescia: SIMeL-Sirse, 2001.